domenica 6 agosto 2017

Anarchia e libertà, sempre©

Di Mary Blindflowers©


La demos-cratia, tecnica mista su tela, by Mary Blindflowers©

L'onestà intellettuale presuppone che prima di parlare di qualsiasi argomento, ci si informi e si legga. Oggi leggere non è davvero più di moda, scrittori, menestrelli, sgangherati rappresentanti di partito, collocati in posti precisi per volontà di dio e orgoglio di non so quale nazione di mediocri canta-ciabatte al vento, parlano. Giusto, tutti hanno diritto di parola, dal primo all'ultimo uomo, donna, bambino, animale, che abita sulla terra e anche su altri pianeti visibili e invisibili, perché no? Non è il diritto di parola che qui si chiama in gioco, bensì la cognizione di causa.

Parlare senza aver letto nulla sull'argomento di cui abbondantemente e con saccente sicumera si discetta, non è proprio un atto di saggezza; discutere di stile avendo letto solo un minuscolo frammento di incipit, non è proprio onestà intellettuale; accusare Nessuno di non saper scrivere, solo perché questo Nessuno ha osato criticare uno dei propri amici di bottega, non è essere obiettivi e giusti. Criticare poi un recensore, dicendo che non sa scrivere e, nel contempo, ammettendo di non conoscerlo nemmeno e quindi di non aver letto nulla di ciò che scrive, attiene al burattinesco, al faceto, al ridicolo, alla commedia delle parti in cui ciascuno recita un ruolo sbagliato, un ruolo che non è neppure in grado di sostenere. E ancora, rispondere con l'induzione al suicidio a un qualsiasi commento di terzi che non collimi con il proprio, non è atto di raffinatezza speculativa e dialogica.

Se un articolo non piace, è giusto dirlo, specificare anche perché quell'articolo viene ritenuto sciatto, manchevole, brutto, imperfetto, etc.
Se si giudica che l'articolo sia falso, lo si combatte col ragionamento.
Se confronto e leggo molto attentamente due libri e dico che sono simili, e simili non vuol dire uguali, io sto esprimendo un mio parere, nato da attenta lettura. Se tu, Qualcuno, dici che non è vero, devi per prima cosa aver letto anche tu i due libri, averli confrontati, valutati, insomma devi quantomeno sapere di cosa stai ciarlando.
Se messo alle strette io ti chiedo a bruciapelo: “ma tu hai letto il libro che mi sembra simile a quello recensito?”
Se tu, che discetti, ti addentri in ragionamenti sulla falsità, sull'incapacità altrui, sulla cattiva scrittura, sugli accenti, sui miti e sui riti del mondo intero e dell'intera, a tuo insindacabile parere, onesta e indefettibile editoria italiana, mi rispondi: “no, non ho letto nulla”, di cosa parli, caro Qualcuno? Di aria fritta? Cosa critichi? Qualcosa che non hai mai letto? Sei onnisciente come dio che sa tutto? Come fai a smontare una tesi senza basi logiche e elementari per costruire un'antitesi?
A questo punto mi domando da Signor Nessuno qualunque, senza un nome, senza una garanzia se non quella dell'onestà e dell'attenta lettura, tu Qualcuno, che non leggi nemmeno ciò di cui parli, che sai tutto senza aver sfogliato il testo di cui discetti allegramente per bacheche, tu davvero, come hai fatto a diventare Qualcuno su questi presupposti? E soprattutto, perché sei Qualcuno? Chi ha voluto questo?
Per come la vedo io chi discetta su ciò che non ha nemmeno letto è e rimane un mediocre. Chi si abbandona a gratuiti attacchi personali, dando del frustrato e addirittura del criminale a chi esprime un suo parere, senza poi di fatto, argomentare, ma solo insultando ed offendendo la libera opinione non allineata, frigge l'aria del padrone di turno.

Caro Qualcuno, indistinta entità, tu puoi pubblicare pure con Dio, ma sempre un mediocre e un servo rimani, ieri, oggi e domani. E quando ti specchierai la mattina e guarderai la tua bella faccia depauperata di senso e luce, vedrai solo un figurinante, uno tra i tanti, né più né meno.
Anarchia e libertà, sempre.


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